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EDITORIALE

Il secondo numero della neo nata Rivista “ Il Foro Malatestiano” offre lo spunto per alcune riflessioni sui temi che saranno oggetto di discussione nel corso del XXXIII Congresso Nazionale Forense che si svolgerà a Rimini nei giorni 6,7,8 ottobre 2016.

Il Congresso Nazionale Forense di Rimini ripropone il tema della rappresentanza politica dell’Avvocatura, già oggetto di riflessione  alla scorsa edizione veneziana dove la discussione ha investito l’attuazione dell’art. 39 della riforma professionale introdotta con la legge 247/2012.

Il dibattito pre congressuale ha fin’ora offerto  un vivace confronto culturale e politico proveniente dalle componenti istituzionali ed associative dell’ Avvocatura che, ancora una volta,  ha accettato la sfida di impegnare l’Assise congressuale alla ricerca di una convergenza sul nuovo volto della rappresentanza politica, che possa determinare la creazione di una classe dirigente forte nella interlocuzione con la politica e con la magistratura.

L’esigenza  deriva anche dalla necessità di accogliere una nuova figura di avvocato, capace di governare il radicale cambiamento della professione dovuto allo spostamento degli ambiti di risoluzione delle controversie fuori dalla giurisdizione statale; un’altra  importantissima sfida per l’Avvocatura, che resta protagonista in quanto sempre e comunque  garante della  tutela dei diritti.

La risoluzione  delle  controversie da realizzarsi fuori dal processo  segna sicuramente un cambiamento culturale importante nell’approccio alla professione forense, accolto con qualche iniziale diffidenza,  ma che può rappresentare una imperdibile occasione per dare forma e  concretezza a quel ruolo di promozione  sociale che l’Avvocatura  rivendica quale connotazione naturale del suo stesso essere.

In questo contesto anche la tavola rotonda sulla recentissima legge di riforma della Difesa di Ufficio si pone come momento essenziale di una “riscrittura” del ruolo dell’avvocato che, chiamato  ad attuare il principio della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale,  deve garantire qualificazione e competenza.

Allora il  tema congressuale della Giustizia fuori dal processo diventa argomento   centrale di una riflessione sulla Avvocatura del futuro, sul come questa possa  rendersi partecipe di un cambiamento nella risposta di Giustizia al cittadino, senza pregiudizi e chiusure, ma forte della consapevolezza di rappresentare un elemento fondamentale ed insostituibile della giurisdizione.

Tre giorni di serrato e costruttivo confronto che vede la partecipazione di tutti  gli Ordini circondariali,  delle  numerose Associazioni presenti sul territorio e  di circa 2.500 avvocati di cui 970 delegati chiamati a votare le mozioni statutarie e politiche che saranno presentate nel corso del dibattito congressuale.

Il Congresso si concluderà con due tavole rotonde: una sul tema del ruolo dell’avvocato nella Giustizia senza processo, considerato nella accezione positiva della valorizzazione della figura dell’avvocato quale promotore di nuove forme di tutela dei diritti,  preceduta da un’intervista al Ministro, l’altra sulla accezione negativa della Giustizia prima del processo nell’ambito penale, nel corso della quale politici, avvocati e giornalisti si confronteranno sul  tema del rapporto fra media e processo e sui rischi che questo comporta di alterazione della stessa verità processuale.

Avv. Giovanna Ollà

Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rimini