Home

La redazione ricorda il Prof. Lanfranco Ferroni, scomparso improvvisamente nel settembre scorso. Il prof. Ferroni, ordinario di diritto civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino, già giudice delle Appellazioni Civili e Magistrato Dirigente del Tribunale della Repubblica di San Marino, ha collaborato per quasi venti anni con il nostro Foro quale docente della Scuola Forense sin dalla sua costituzione nei primi anni 2000 e poi quale componente del Comitato Scientifico di questa Rivista.

La redazione ricorda l’alto profilo scientifico del Prof. Ferroni, la sua grande disponibilità umana e le notevolissime capacità didattiche.

CASSA FORENSE: RIFORME IN CORSO

Nelle ultime sedute di fine anno (e di fine mandato) il Comitato dei Delegati di Cassa Forense ha concluso la prima fase dell’iter di approvazione di importanti regolamenti in materia, ora al vaglio dei Ministeri Vigilanti, a seguito della cui approvazione (salvo richiesta di modifica) ha luogo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli atti di autonomia normativa delle Casse Privatizzate, tra cui la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense.

Nella seduta del 20 novembre il Comitato ha finalmente licenziato quello che inizialmente doveva essere chiamato Testo Unico della previdenza e che poi è stato denominato regolamento generale della Previdenza Forense.
Questo nuovo atto normativo raccoglie il contenuto di ben dieci regolamenti attualmente vigenti e recepisce alcune delibere del Consiglio di Amministrazione in merito a consolidate prassi interpretative.

Il testo, articolato in sette parti, detta la disciplina seguendo il percorso previdenziale dell’iscritto, a partire (titolo I) dalla iscrizione alla Cassa (con retrodatazione e sospensione), proseguendo (titolo II) con gli obblighi dichiarativi (modello 5 e 5 bis) e contributivi (titolo III), suddivisi per tipologie e modalità di pagamento, e relative agevolazioni ed esoneri. Nel titolo IV sono trattati il riscatto, la ricongiunzione e la totalizzazione, mentre il cumulo è stato oggetto di un separato regolamento (che si auspica possa in futuro rientrare nel testo del Regolamento Generale della Previdenza) licenziato a dicembre, su cui infra. Nel titolo V sono regolate le varie prestazioni previdenziali, mentre nel titolo VI sono disciplinate le sanzioni per i ritardi e gli inadempimenti, concludendosi con il titolo VII dedicato alle norme di chiusura.

L’elaborazione del regolamento generale della previdenza costituisce senza dubbio un piccolo passo avanti verso la semplificazione delle fonti il diritto previdenziale forense, al fine di agevolarne la consultazione e la conoscibilità da parte dell’avvocatura, spesso disincentivata dalla farraginosità e complessità del sistema, in parte non necessaria, ma frutto di una tecnica normativa non sempre ottimale. Dico non necessaria perché altri aspetti del sistema sono invece caratterizzati da una complessità ineludibile, derivante cioè dal sistema di produzione normativa articolato, con, da un lato, plurime fonti di rango legislativo statale (oltre che costituzionale, vedasi l’art. 38 cost.), a sua volta in parte dedicate alle Casse privatizzate ed in parte volte alla disciplina previdenziale generale, e dall’altro fonti regolamentari espressione di quella «autonomia gestionale, organizzativa e contabile» (ex art. 2, comma 1, d. lgs. n. 509 / 1994), attribuita all’Ente alla luce della natura pubblicistica della sua attività.

L’auspicio è quindi che questa sistematizzazione e semplificazione possa agevolare tanto l’approccio alla materia di tutti i Colleghi, quanto la divulgazione da parte della Cassa ed in particolare dei singoli delegati sul territorio, ed infine anche una maggiore attenzione da parte della dottrina. Questa infatti meriterebbe di essere incrementata rispetto allo stato dell’arte (in cui si è parlato, a ragione, di materia “poco frequentata” dalla pubblicistica scientifica). Quale interessante eccezione si segnala il recente volume a cura di Guido Canavesi, edito da Giappichelli nel 2017, “La previdenza dei liberi professionisti dalla privatizzazione alla riforma Fornero”. L’opera collettanea (tutti gli autori sono riconducibili all’Università di Macerata) è di particolare interesse perché affronta sia la parte generale della materia (la privatizzazione delle casse, il rapporto contributivo e le tutele non pensionistiche) che la parte speciale dedicata alle varie gestioni previdenziali delle casse privatizzate (ex d. lgs. 509/1994) tra cui la nostra, e quelle c.d. di nuova generazione (istituite con d. lgs. 103 /1996).

Altri due regolamenti approvati tra novembre e dicembre di quest’anno sono stati quello sulle Società tra Avvocati e quello sul Cumulo Gratuito.

Il primo sulle Società tra Avvocati ha, per un verso, attuato la delega conferita a Cassa Forense dall’art. 4 bis, commi 6 bis e 6 ter, della l. n. 247/2012 (introdotto nella legge di riforma dell’ordinamento professionale forense con la novella di cui alla legge n. 124 del 4 agosto 2017 che ha previsto la possibilità di esercizio della professione forense in forma societaria, anche con la partecipazione di società di capitali e ancora modificato con la l. n. 205 del 27.12.2017) in merito all’obbligo di applicazione da parte delle Società tra Avvocati del contributo integrativo (attualmente al 4%) sul proprio fatturato.
Per altro, a prescindere dalla delega e avvalendosi della autonomia normativa di cui sopra, ha previsto una normativa ad hoc sugli obblighi contributivi e dichiarativi gravanti sulle società tra avvocati (che possono essere costituite in forma di società di capitali, di persone, o cooperative).

Infine, il regolamento sul Cumulo Gratuito ha colmato la lacuna del nostro sistema in ordine alla estensione (operata con la l. n. 236/2016 - legge di bilancio 2017) alle casse privatizzate della normativa introdotta dalla legge 228/2012 in ordine al c.d. cumulo gratuito dei periodi assicurativi. Ricordo che il cumulo si distingue dai due istituti già precedentemente esistenti della ricongiunzione e totalizzazione, con lo scopo di rendere più agevole e conveniente per i contribuenti l’accorpamento dei distinti periodi di contribuzione maturati nel corso della vita lavorativa presso gestioni distinte (pubbliche o private).
Il varo di questo regolamento, che va a sostituirsi (così restaurando il corretto rapporto tra organi della Cassa e tra fonti normative di rango diverso) alle due circolari adottate nel corso del 2017 da parte della direzione generale di Cassa Forense, è stato particolarmente complesso, viste le numerose problematiche interpretative ed applicative provocate dalla normativa statale, non sufficientemente ponderate e valutate prima della sua introduzione.
La estensione a tutti gli enti privatizzati della normativa sul cumulo (anche definito “nuova” totalizzazione) è stata infatti il frutto di un emendamento alla legge di bilancio 2017 dell’ultimo minuto, approvato in Commissione Bilancio della Camera con il parere contrario del Governo, un emendamento improvvisato che ha innestato, su un testo redatto per altre gestioni, un riferimento ai sistemi autonomi delle casse privatizzate.
Quindi, mentre le normative sulla estensione alle Casse privatizzate degli istituti della ricongiunzione e totalizzazione erano state precedute da lunghe elaborazioni attraverso tavoli tecnici a cui sedevano anche i rappresentanti di INPS e Casse privatizzate, in questo caso i problemi di raccordo tecnico sono stati scaricati sugli Enti di previdenza, che hanno dovuto provvedere ex post, con notevoli difficoltà, vista anche la potenziale incidenza della normativa sull’equilibrio finanziario degli enti.

In conclusione, nel corso del 2018 l’attività normativa di Cassa Forense è stata piuttosto intensa, ma anche il nuovo Comitato che si insedierà il 18 gennaio p.v. ha di fronte a sé importanti compiti, tra i quali l’aggiustamento di diversi aspetti del nuovo sistema di Welfare, varato nel 2015 ed entrato in vigore nel 2016, in relazione al quale la Commissione Riforma Assistenza aveva elaborato un testo che non si è riusciti a portare in votazione entro il corrente anno. A ciò si dovrebbero aggiungere, tra gli altri, un doveroso adeguamento del sistema di governance di Cassa Forense e una revisione del regolamento elettorale, dove alcune norme non appaiono sufficientemente funzionali e di chiara applicazione.

Ivan Bagli